PORTOGRUARO, NUOVE TECNICHE PER CURARE LE PATOLOGIE DELLA MANO E RECUPERARE LA MOBILITÀ Reviewed by on . Rating: 0

PORTOGRUARO, NUOVE TECNICHE PER CURARE LE PATOLOGIE DELLA MANO E RECUPERARE LA MOBILITÀ

PORTOGRUARO, NUOVE TECNICHE PER CURARE LE PATOLOGIE DELLA MANO E RECUPERARE LA MOBILITÀ

All’ospedale di Portogruaro la chirurgia della mano amplia le possibilità di cura grazie a tecniche mininvasive e nuove soluzioni protesiche. Dal 2024 a oggi sono stati eseguiti circa 1.200 interventi per trattare patologie della mano e del polso, dalle più diffuse, come il tunnel carpale e il dito a scatto, fino ai casi più complessi che richiedono un ricovero programmato o un intervento d’urgenza.

L’attività fa capo all’Unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’ULSS4 Veneto Orientale, che negli ultimi anni ha introdotto tecniche chirurgiche e dispositivi di ultima generazione con l’obiettivo di ridurre il trauma sui tessuti, accelerare il recupero e preservare, quando possibile, la funzionalità della mano.

Tra gli interventi eseguiti rientra il trattamento della rizoartrosi, l’artrosi che colpisce la base del pollice, per la quale viene utilizzata una tecnica di artroplastica che consente di conservare il trapezio, un osso del carpo, favorendo il recupero e il mantenimento della forza di presa. Anche la malattia di Dupuytren, che provoca la retrazione delle dita, e le forme di artrosi della mano e del polso vengono affrontate con procedure percutanee o mininvasive. Per le fratture si ricorre invece a sistemi di sintesi di ultima generazione, studiati per stabilizzare i frammenti ossei limitando il coinvolgimento dei tessuti circostanti.

La novità più significativa riguarda l’introduzione della sostituzione protesica delle piccole articolazioni delle dita, sia interfalangee sia metacarpo-falangee, nei casi di artrosi grave e deformante. Finora, una delle soluzioni tradizionali era l’artrodesi, cioè la fusione definitiva dell’articolazione: una procedura che può eliminare il dolore, ma comporta la perdita permanente del movimento nell’articolazione interessata. Le nuove protesi, realizzate in silicone o pirocarbonio, consentono invece di puntare alla riduzione del dolore e al mantenimento della mobilità delle dita.

«Ho introdotto personalmente queste novità chirurgiche altamente specialistiche all’interno della nostra Unità operativa, occupandomi direttamente delle procedure più complesse», spiega Grazio Squitieri, ortopedico specialista delle patologie della mano e del polso dell’ULSS4, con un percorso di formazione a Trieste e Pordenone e socio della Società Italiana di Chirurgia della Mano (SICM).

Squitieri sottolinea il contributo del direttore dell’Unità operativa, Stefano Saggin, favorevole all’innovazione a beneficio dei pazienti, e della Direzione aziendale, che garantisce la disponibilità di dispositivi chirurgici aggiornati. Un percorso sostenuto anche dal confronto con altri centri specializzati e dalla partecipazione a corsi avanzati.

In quest’ottica, ad aprile 2027 è previsto a Portogruaro un convegno scientifico sulle fratture del polso, con la partecipazione di specialisti dell’azienda sanitaria ed esperti di rilievo nazionale.

Le nuove procedure protesiche vengono eseguite in Day Hospital e in anestesia locoregionale. «I benefici per il paziente sono immediati, con la possibilità di riprendere la mobilizzazione delle dita già a un paio di giorni dall’operazione», riferisce Squitieri. «Dall’inizio dell’anno ho già eseguito con successo sei interventi di questo tipo. È una novità per l’azienda sanitaria, che può così offrire prestazioni ad altissima specializzazione direttamente sul territorio».

«L’introduzione di queste metodologie chirurgiche ad alta specializzazione conferma la nostra volontà di investire continuamente nell’innovazione tecnologica e nella crescita delle competenze professionali dei nostri ospedali», dichiara Carlo Bramezza, direttore generale dell’ULSS4. «Garantire ai cittadini risposte terapeutiche all’avanguardia all’interno delle nostre strutture significa evitare la mobilità passiva e offrire cure di qualità, con ricadute concrete sul benessere e sulla vita quotidiana dei pazienti».

Bramezza ricorda infine un’altra attività di rilievo dell’Ortopedia di Portogruaro: la chirurgia conservativa dell’anca, che richiama pazienti da tutta Italia.

Fonte: Comunicato Stampa

 

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