CASE DELLA COMUNITÀ, L’ULSS4 RAFFORZA LA COLLABORAZIONE CON I MEDICI DI FAMIGLIA: 5 STRUTTURE OPERATIVE SU 6
Le Case della Comunità dell’ULSS4 Veneto Orientale confermano la propria operatività grazie alla collaborazione tra Azienda sanitaria, Medici di Medicina Generale e continuità assistenziale. Sono 54 i medici di famiglia su 117, pari al 46%, che hanno risposto positivamente alla richiesta dell’Azienda, affiancati da 7 medici della continuità assistenziale e dalle medicine di gruppo di Cavallino-Treporti e Caorle.
L’adesione consente di garantire una copertura capillare dell’attività in 5 delle 6 Case della Comunità attualmente operative nel territorio dell’ULSS4. Per i medici che non hanno aderito, l’Azienda sanitaria sta applicando l’accordo integrativo aziendale, che recepisce modalità e obiettivi previsti dall’Accordo Collettivo Nazionale e dall’Accordo Integrativo Regionale del Veneto dello scorso giugno.
Il servizio garantisce una presenza sanitaria continuativa dalle 8 alle 20, 7 giorni su 7, rafforzando il collegamento tra assistenza territoriale e bisogni quotidiani dei cittadini.
«Ringraziamo tutti i Medici di Medicina Generale e della continuità assistenziale che hanno dato la propria disponibilità – spiega il direttore generale dell’ULSS4 Carlo Bramezza –. Il loro impegno permette di garantire un presidio sanitario continuativo ed efficiente in cinque delle sei Case della Comunità del territorio».
Tra i primi effetti dell’integrazione con il numero unico 116117 emerge anche una riduzione degli accessi classificati come codice bianco nei Pronto soccorso degli ospedali di Portogruaro e San Donà di Piave. Nei primi otto mesi dell’anno si è passati dai 32.105 accessi del periodo gennaio-agosto 2025 ai 29.396 dello stesso periodo del 2026, con una diminuzione dell’8,4%.
Il dato viene indicato dall’ULSS4 come uno dei primi risultati del nuovo modello di integrazione tra servizi territoriali e assistenza sanitaria, con l’obiettivo di intercettare i bisogni di salute anche al di fuori del Pronto soccorso e avvicinare maggiormente le cure primarie ai cittadini.
«Questo modello consente di rispondere in modo più capillare ai bisogni di salute della popolazione – sottolinea Bramezza –. Per consolidarlo è fondamentale la collaborazione tra Medici di Medicina Generale, professionisti sanitari, istituzioni locali e cittadini».
La rete delle Case della Comunità e il servizio 116117 rappresentano quindi due elementi del percorso di potenziamento della sanità territoriale dell’ULSS4, con l’obiettivo di integrare maggiormente i diversi livelli di assistenza e rendere più facilmente accessibili i servizi sanitari.
Fonte: Comunicato Stampa
