ICTUS, LA TEMPESTIVITÀ DEI SOCCORSI È FONDAMENTALE PER LIMITARE I DANNI
San Donà di Piave, 28 ottobre 2026 – Riconoscere subito i sintomi e raggiungere tempestivamente la Stroke Unit può fare la differenza tra un recupero significativo e conseguenze permanenti. In occasione della Giornata Mondiale dell’Ictus Cerebrale, l’ULSS4 richiama l’attenzione sull’importanza di intervenire rapidamente e sulla qualità della presa in carico dei pazienti.
Nell’ictus ischemico, infatti, la zona centrale colpita subisce un danno irreversibile, mentre l’area circostante, definita penombra ischemica, mantiene i neuroni in uno stato di sofferenza, ma ancora potenzialmente recuperabili se la circolazione viene ripristinata in tempo. Un dato rende evidente quanto sia importante agire senza ritardi: ogni minuto perso comporta la perdita di circa due milioni di cellule nervose.
Per limitare i danni permanenti, gli specialisti indicano come obiettivo ideale l’arrivo in Pronto Soccorso entro un’ora dalla comparsa dei sintomi e l’avvio della trombolisi entro un’ora e mezza. I limiti temporali di riferimento per i trattamenti sono di 4,5 ore per la trombolisi sistemica e di 6 ore per la trombectomia meccanica. È quindi fondamentale riconoscere i segnali d’allarme, che si manifestano improvvisamente: deviazione della rima labiale (la bocca storta), debolezza a un braccio o a una gamba e difficoltà o alterazioni del linguaggio. In presenza di uno di questi sintomi bisogna chiamare immediatamente il 118, comunicando l’orario preciso di comparsa e le informazioni sui farmaci assunti.
Accanto alla rapidità dei soccorsi, è determinante la qualità della rete di cura. «La Stroke Unit di Portogruaro rappresenta un presidio di altissima specializzazione e un fiore all’occhiello per la nostra azienda sanitaria – dichiara il Direttore generale dell’ULSS4, Carlo Bramezza –. I dati confermano non solo la competenza professionale del nostro personale, ma soprattutto la capacità di offrire ai pazienti standard di sopravvivenza e recupero nettamente superiori alla media nazionale».
Con oltre 25 anni di esperienza, la Stroke Unit di Portogruaro segue circa 300 pazienti all’anno ed esegue circa 80 procedure, registrando una mortalità a trenta giorni del 4%, a fronte di una media nazionale del 9%. Risultati ai quali contribuisce anche l’evoluzione delle terapie, come spiega Luca Valentinis, direttore dell’Unità operativa complessa di Neurologia dell’ULSS4: «Oggi disponiamo di trattamenti avanzati come la trombolisi endovenosa, resa ancora più rapida grazie a farmaci di ultima generazione somministrabili in pochi secondi. Gli studi dimostrano che questi protocolli riducono al minimo la disabilità residua in oltre la metà dei casi. Tuttavia, il vero fattore discriminante resta la tempestività dei soccorsi».
L’impegno dell’ULSS4 riguarda anche la prevenzione sul territorio. L’assenza di sintomi, infatti, non significa necessariamente essere in buona salute: patologie vascolari come l’aterosclerosi e la fibrillazione atriale possono svilupparsi senza manifestazioni evidenti. Per ridurre il rischio di ictus è importante controllare regolarmente pressione arteriosa, glicemia e colesterolo, smettere di fumare e praticare attività fisica con regolarità. Sono misure semplici, ma fondamentali per proteggere la salute cardiovascolare.
Fonte: Comunicato Stampa
