PORTOGRUARO, UN AMBULATORIO PEDIATRICO PER COMBATTERE L’OBESITÀ INFANTILE Reviewed by on . Rating: 0

PORTOGRUARO, UN AMBULATORIO PEDIATRICO PER COMBATTERE L’OBESITÀ INFANTILE

PORTOGRUARO, UN AMBULATORIO PEDIATRICO PER COMBATTERE L’OBESITÀ INFANTILE

In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, che si celebra il 16 ottobre, l’ULSS 4 presenta il percorso multidisciplinare attivo da circa due anni alla Pediatria dell’Ospedale di Portogruaro, dedicato alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura del sovrappeso e dell’obesità in età pediatrica. Un servizio che mette al centro il bambino e la sua famiglia, con interventi personalizzati e una collaborazione costante tra ospedale e territorio.

L’obesità infantile rappresenta un problema di salute pubblica che richiede attenzione e interventi tempestivi. Secondo i dati epidemiologici nazionali riportati dall’Azienda sanitaria, circa il 20% dei bambini della scuola primaria è in sovrappeso e il 10% presenta obesità. Condizioni che, se non affrontate precocemente, possono favorire la comparsa di complicanze metaboliche, cardiovascolari e psicosociali anche in età adulta.

Nel 2025, l’ambulatorio ha registrato circa 150 prime visite e oltre 100 prese in carico continuative. Nei primi sei mesi del 2026 è inoltre raddoppiato il numero delle curve da carico del glucosio eseguite per individuare eventuali condizioni di prediabete e diabete di tipo 2, un dato che evidenzia la crescente attività diagnostica del servizio.

«L’obesità infantile è una patologia cronica complessa che richiede prima di tutto una rivoluzione culturale sui corretti stili di vita», spiega la dottoressa Antonella Tonetto, direttrice della Pediatria dell’Ospedale di Portogruaro. «Non ci limitiamo a prescrivere una dieta, ma prendiamo in carico la qualità di vita del piccolo paziente e della sua famiglia, affrontando la problematica sul piano metabolico, psicologico e relazionale. L’obiettivo è prevenire le complicanze a lungo termine e proteggere i ragazzi dal rischio di sviluppare disturbi alimentari severi durante la crescita».

Il progetto si basa sulla collaborazione tra la struttura ospedaliera, i Pediatri di Libera Scelta e i Medici di Medicina Generale, che possono indirizzare all’ambulatorio i casi più complessi. L’accesso avviene tramite CUP, con impegnativa del medico curante.

La presa in carico è affidata a un’équipe multidisciplinare composta da pediatra, dietista, infermiere con competenze pediatriche, esperti nei disturbi del comportamento alimentare e psicologi. Il bambino viene valutato nel suo complesso, considerando la crescita e l’indice di massa corporea in rapporto all’età, secondo i parametri dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Particolare attenzione viene riservata alla storia clinica familiare e alle abitudini quotidiane, per individuare eventuali fattori di rischio, come un’alimentazione poco equilibrata, la scarsa attività fisica e l’uso prolungato dei dispositivi elettronici.

Gli esami di laboratorio e strumentali consentono di individuare le possibili complicanze associate all’obesità, tra cui steatosi epatica, cioè accumulo di grasso nel fegato, prediabete, diabete di tipo 2, alterazioni dei grassi nel sangue, ipertensione e apnee ostruttive del sonno. La steatosi epatica, secondo i dati riportati dall’Azienda sanitaria, interessa circa il 30-40% dei bambini con eccesso ponderale.

Per individuare eventuali condizioni di prediabete e diabete di tipo 2, presso gli spazi della Pediatria vengono eseguite anche le curve da carico del glucosio (OGTT), con tempi e modalità adeguati alle esigenze dei pazienti più giovani. La diagnosi precoce permette di intervenire sugli stili di vita e sulle condizioni metaboliche, riducendo il rischio di progressione verso patologie più gravi.

Il percorso comprende anche la valutazione dello stato psicologico e del rischio di disturbi del comportamento alimentare, attraverso la collaborazione con i servizi di Neuropsichiatria infantile e con il Centro dei disturbi alimentari. Un approccio che consente di affrontare la malattia non soltanto dal punto di vista clinico, ma anche nelle sue dimensioni psicologiche e relazionali.

L’ambulatorio fa parte di una rete assistenziale integrata con il Centro di terzo livello specializzato nell’obesità pediatrica, struttura di riferimento per i casi che richiedono ulteriori approfondimenti diagnostici o interventi terapeutici specifici. In base all’evoluzione del quadro clinico, i bambini possono essere indirizzati al centro specialistico oppure riaffidati al pediatra o al medico di medicina generale, con indicazioni per il successivo monitoraggio.

«Questo specifico ambulatorio risponde a un obiettivo prioritario della nostra agenda sanitaria: garantire la continuità assistenziale tra i pediatri del territorio e le specialità ospedaliere», conclude il direttore generale dell’ULSS 4, Carlo Bramezza. «I numeri in crescita dimostrano la bontà dell’iniziativa e la grande necessità di risposte strutturate. Ci auguriamo che percorsi integrati di questo tipo possano presto trovare pieno inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (LEA), riconoscendo l’importanza strategica della prevenzione dell’obesità pediatrica per la salute delle generazioni future».

Fonte: Comunicato Stampa

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