“GLI SGUARDI DELL’ANIMA”, A SAN DONÀ LA MOSTRA DI MAURA GRANDIN TRA ARTE E INTERIORITÀ Reviewed by on . Rating: 0

“GLI SGUARDI DELL’ANIMA”, A SAN DONÀ LA MOSTRA DI MAURA GRANDIN TRA ARTE E INTERIORITÀ

“GLI SGUARDI DELL’ANIMA”, A SAN DONÀ LA MOSTRA DI MAURA GRANDIN TRA ARTE E INTERIORITÀ

Sarà inaugurata venerdì 10 aprile 2026, alle ore 17.30, presso la Sala Mostre del Consorzio di Bonifica in Piazza Indipendenza 25 a San Donà di Piave, la mostra personale di pittura “Gli sguardi dell’anima” dell’artista Maura Grandin. L’esposizione resterà aperta fino al 26 aprile 2026 e sarà accompagnata dalla presentazione a cura di Attilio Zanet.

Come sottolinea Attilio Zanet nel testo critico che accompagna la mostra, l’artista, residente a San Donà di Piave, si dedica da anni alla pittura, realizzando opere anche su commissione e partecipando a numerose esposizioni in tutta Italia. Tra queste figurano mostre personali a Conegliano, Treviso, Trieste, Jesolo Lido e nella stessa San Donà, oltre a importanti collettive a Venezia, Milano e in altre sedi di rilievo artistico. Più volte selezionata per il Premio Mestre Pittura, ha ricevuto anche un riconoscimento di pregio per la sua ricerca creativa nell’ambito di una mostra internazionale a Palazzo Pisani Revedin a Venezia.

Nel suo percorso artistico spicca anche la partecipazione a progetti editoriali di rilievo: una sua opera è stata inserita in un’edizione illustrata della Divina Commedia realizzata in occasione del settecentenario di Dante Alighieri, mentre un’altra è stata pubblicata nel volume dedicato allo stato dell’arte contemporanea in occasione della Biennale di Venezia.

Sempre dal testo di Attilio Zanet emergono le chiavi di lettura della sua pittura: una ricerca che nasce in uno spazio “fragile e invisibile”, dove memoria, esperienza e percezione si intrecciano per dare forma all’identità.

I volti, elementi centrali della sua produzione, non sono semplici rappresentazioni realistiche ma diventano luoghi di passaggio interiore, sospesi tra presenza e dissolvenza. Attraverso stratificazioni di colore, velature e trasparenze, le figure emergono come tracce di un tempo interiore, in continua trasformazione.

Determinante nel suo percorso è stato anche il viaggio, in particolare l’esperienza in Oriente, che ha contribuito a definire uno sguardo più contemplativo e profondo sulla realtà e sulla figura umana.

Le opere in mostra propongono così un percorso artistico che invita il visitatore a soffermarsi non solo sull’immagine, ma su ciò che essa suggerisce: una dimensione intima e silenziosa, dove ogni volto diventa traccia, passaggio e riflesso dell’anima.

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