OCCUPAZIONE NEL VENETO ORIENTALE, IL 2025 CHIUDE CON SEGNALI DI TENUTA E CRESCITA MODERATA
Il 2025 si chiude con un quadro complessivamente stabile per il mercato del lavoro italiano, accompagnato da segnali di moderata crescita. Gli occupati aumentano di 185 mila unità (+0,8% rispetto al 2024), portando il tasso di occupazione al 62,5%, mentre la disoccupazione scende al 6,1%. A trainare sono soprattutto i contratti dipendenti, in particolare quelli a tempo indeterminato, con un calo del ricorso alla cassa integrazione.
Anche in Veneto il bilancio resta positivo, seppur più contenuto rispetto all’anno precedente: il lavoro dipendente privato registra un saldo di +14.600 posizioni, in calo rispetto al +29.500 del 2024. Crescono i contratti a tempo indeterminato (+24.000), mentre risultano in flessione quelli a termine (-5.700) e l’apprendistato (-3.700). Sul fronte demografico, aumentano le assunzioni nella fascia senior (+6%), mentre calano quelle femminili (-3%) e restano stabili quelle maschili.
Dal punto di vista settoriale, il terziario si conferma il comparto più dinamico (+11.700 unità), seguito da industria e costruzioni (+3.600), mentre l’agricoltura registra una flessione (-660).
Nel Veneto Orientale emerge una situazione di sostanziale tenuta, con differenze tra territori. Nel Portogruarese il saldo occupazionale è di +355 unità, in calo rispetto al 2024 ma comunque positivo. Nel Basso Piave e nell’area di San Donà di Piave il saldo raggiunge +525, mentre a Jesolo si attesta a +300 unità, con dinamiche influenzate dalla stagionalità turistica, soprattutto nel litorale.
Nel dettaglio dei settori, l’industria e l’artigianato registrano una crescita minima (+10 lavoratori), mentre le costruzioni, comparto strategico per il territorio, segnano un incremento di +35 unità, smentendo per ora i timori legati alla fine del “Bonus 110”. Più marcata la crescita nei servizi e nel commercio, con segnali di consolidamento nel comparto metalmeccanico e un andamento positivo nei servizi alla persona.
Prosegue inoltre la tendenza all’aumento dei contratti a tempo indeterminato, a favore di una maggiore stabilità occupazionale. Nei settori con carenza di manodopera, come edilizia e autotrasporto, cresce il contributo dei lavoratori stranieri. Sul fronte della parità di genere si registra una sostanziale equivalenza nelle nuove assunzioni, pur con una prevalenza maschile nei comparti tecnici e artigianali.
«Il bilancio occupazionale del 2025 nel Veneto Orientale è incoraggiante – commenta Luca Geronazzo, presidente di Confartigianato-Imprese Veneto Orientale –. Registriamo una crescita dei contratti stabili, un settore costruzioni resiliente e servizi in espansione. Rimangono le sfide legate alla scarsità di manodopera e all’instabilità internazionale, ma i dati confermano la volontà di ripresa delle nostre imprese e la capacità di adattamento del territorio, anche in termini di inclusione e pari opportunità».
Fonte: Comunicato Stampa
